Fabrizio Viscardi Logo
Salute e Medicina

Qualche consiglio sulla Salute

Vaccino per Epatite B : perché ancora obbligatorio?

Possibili rischi per i neonati vaccinati

Le vaccinazioni obbligatorie in Italia sono 4: difterite, tetano, poliomelite ed epatite B. Quanto all'epatite B, in Italia questo vaccino è obbligatorio dal maggio 1991, quando l'allora Ministro della Sanità, il poco “onorevole” De Lorenzo e l'allora responsabile del settore farmaceutico del ministero Duilio Poggiolini, intascarono dall'azienda Glaxo -SmithKline, unica produttrice del vaccino 'Engerix B', ben 600 milioni di lire per renderlo obbligatorio in Italia, nonostante l'assenza di sufficienti sperimentazioni.
Entrambi sono stati condannati in via definitiva con sentenza della Cassazione per questo e per altri reati con la motivazione : “avendo percepito somme da numerose case farmaceutiche, producendo un danno erariale derivato dalla ingiustificata lievitazione della complessiva spesa farmaceutica, determinata dalla violazione degli obblighi di servizio riferibili a ciascuno”.
“Le maggiori imprese farmaceutiche coinvolte – si legge in un articolo del Corriere del 20 luglio 1996 - sono Glaxo, Inverni Della Beffa, Menarini, Lepetit, Pfizer, Sigma Tau, Poli, Chiesi. Gli imprenditori farmaceutici che hanno patteggiato la pena sono 20 versando complessivamente 14 miliardi e 800 milioni a titolo di risarcimento del danno”.
Nulla in confronto a quello che hanno guadagnato.
Nonostante tutto questo ancora oggi non si limita l'obbligatorietà di un vaccino per anni somministrato perentoriamente ai neonati a seguito di tangenti e corruzione.
Perché mai si debbano vaccinare i bambini al 3° mese di vita - con richiamo al 5° e 11° mese - (come si vede riportato nell'ultimo calendario vaccinale del Ministero della Salute) per una malattia che si trasmette esclusivamente per via sanguigna da sangue infetto oppure per rapporto sessuale.
I bambini nati da madri infette sono invece sottoposti al vaccino anti Epatite B già alla nascita, con i successivi richiami.
Dunque... attenzione... non c'è possibilità che un neonato contragga questa malattia per via trasfusionale grazie ai controlli del sangue né, naturalmente per via sessuale!

Allora la domanda è ovvia: perché vaccinare i neonati per l'Epatite B??

Andrebbero finalmente considerati il gravissimo rischio derivante da questa vaccinazione: “100 volte più grande del rischio di epatite B stesso” ha dichiarato, già nel 1999, la dott.ssa Jane Orient, presidente dell'Associazione dei medici e chirurghi americani, che ha testimoniato davanti alla Commissione di Riforma del Governo ricordando i 4600 dossier che additano la sclerosi a placche, la sindrome di Guillan-Barré, il lupus eritematoso, le nevriti ottiche, le poliartriti, pericarditi, uveiti posteriori, paralisi facciali, il lichen planus, oltre all'aumento inquietante dell'asma e del diabete insulino-dipendente, riferibili alla vaccinazione.

Secondo le linee guida di prevenzione americane: "A Guide to Action (1997)", scritte da funzionari federali della sanità pubblica presso i Centri governativi degli Stati Uniti per il controllo delle malattie (CDC), "l’infezione da epatite B nella maggior parte dei casi si origina dall'uso di droga per via endovenosa (28%), rapporti eterosessuali con persone infette o partner multipli (22%) e l'attività omosessuale (9%)".
Inoltre secondo Principi di Medicina Interna di Harrison (1994), la trasmissione da madre a figlio del virus dell'epatite B "non è comune in Nord America ed in Europa occidentale", e potrebbe essere facilmente diagnosticato senza per forza intossicare tutti i nuovi nati.
(Fonte: National Vaccine Information Center Your Health.
Fonte: Tuttosteopatia