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Il 'Selfie'

Selfie: una moda innocua o un pericolo nascosto?

Ad una domanda : 'Chi non ha mai sentito pronunciare la parola “Selfie” alzi la mano' credo proprio di vedere pochissime mani alzate che “Selfie”, secondo Oxford Dictionary risulta la parola più usata nel 2013 tra le oltre 150 milioni di parole inglesi monitorate nel mondo del web.
La parola “Selfie” può essere tradotta in italiano con autoscatto e indica una fotografia di se stessi realizzata con uno smartphone o un tablet e condivisa, solitamente, sui social network.
Questa moda è diventata pressoché inarrestabile tanto che anche personaggi famosi l'hanno fatta loro esibendosi nei più svarianti ed anche bizzarri selfie, come ad esempio il presidente Obama ed il vicepresidente Biden (qui sotto).

E' tutto normale? È dunque una 'moda' da seguire assolutamente quella di fotografarsi in qualsiasi momento della giornata - ed anche in qualsiasi luogo - e poi condividere i propri scatti sui social network con il resto del mondo?

Sicuramente ci sarà una schiera enorme di lettori che diranno 'si' trovando la cosa divertente, interessante e... tutta una serie di incomprensibili parole inglesi per definire il Selfie eccitante condivisione della propria immagine.

Personalmente da esperto dei sistemi digitali e di comunicazione ritengo che il 'selfie' sia uno degli aspetti della “mania da condivisione”, che quindi vado ad inserire tra 'i pericoli di internet', che ha preso profondamente milioni di persone, come un virus.
Il desiderio inarrestabile di 'condividere' postando sui social network frasi, fotografie, video o di scambiare qualunque tipo di messaggio su Whatsapp & C. mi sembra associato ad uno stato di 'chiusura in se stessi', di bassa autostima, di un forte desiderio di farsi notare e attrarre l'attenzione su se stessi.
Da qui l'attesa spasmodica sui Social Network dei 'mi piace' e dei commenti che inesorabilmente variano da "Belllllissssiiima" a "Beati voi..", da 'Sei uno schianto!!!' a 'Ma che bella foto !!'.

Così oltre al post di assurdi video trovati su YouTube che a nessuno verrebbe in mente di cercare appositamente ma che postati su Facebook & C. assumono un aspetto completamente diverso, oltre alle fotografie scattate al piatto di pasta davanti a sé al ristorante, oltre alle frasi più incredibili che mai sarebbero state scritte nemmeno per scherzo nei primi temi delle elementari... arrivano anche i “Selfie” moltissimi dei quali mostrano facce deformate da assurde smorfie con lingue più o meno fuori in bella mostra e spesso condite da mani composta a corna o, peggio, al mitico gesto del 'va a....'.

Evidentemente, penso io, è più importante tenere alto il numero di presenze sui Social Network e quindi il numero di commenti, consensi ed 'amici' piuttosto che pensare al buon gusto, dedicare tempo alla riflessione personale, valutare attentamente come fare ed agire nella vita reale rispetto a quella virtuale.

Già... la vita virtuale! Quella in cui si può fare tutto o quasi e che si modifica con un semplice clic !
Un mondo che dà solo illusioni, quello virtuale, che, da educatore di adolescenti, giudico pericoloso in quanto anziché arricchire di valori elimina vincoli, barriere, prove di coraggio, forme di rispetto, vere emozioni... che invece sono presenti - e molto importanti - nella vita reale di ogni giorno.

Purtroppo i giovanissimi nella stragrande maggioranza dei casi 'copiano' inevitabilmente dai genitori e assorbono da questi i modi di fare, le considerazioni sulla vita sociale, i concetti dell'educazione e del rispetto.
Se uno dei genitori - o addirittura entrambi - ha abitudine a postare foto qualsiasi su Facebook & C. della vita di ogni giorno oppure a postare dei “Selfie” pensate che i figli faranno diversamente ?
Come far capire ad un figlio di non messaggiare su Whatsapp durante il pranzo o la cena se poi è la madre stessa che magari è in contatto continuo con le amiche anche durante i momenti dedicati alla famiglia?
Come posso pretendere che un mio giovanissimo allievo posti su Facebook & C. una sua foto 'normale' da solo o con amici, magari sorridente quando poi è la madre stessa che pretende dal figlio/dalla figlia pose costruite da supermodel, con mani e gesti assurdi per mostrare alle amiche tramite Facebook o Whatsapp il figlio o la figlia?

E così giorno dopo giorno si arriva ad eccedere, sia per una non assoluta comprensione del mezzo che si sta utilizzando sia per un 'ego' implacabile che desidera qualcosa in piu'.
Arriviamo ai “Selfie” anche di parti del corpo seminude, in una prima fase: vestitini super attillati che disegnano le forme in modo troppo evidente, abiti trasparenti, minigonne ultravertiginose - magari in discoteca - e poi la seconda fase, quella delle parti del corpo seminude (una spalla, le gambe, un seno...) poi ancora di più con la figura nuda e per finire - ma sarà davvero l'ultima fase? - “Selfie” di atteggiamenti espliciti insieme al partner.

I produttori di Smartphone hanno deciso di inserire minuscole fotocamere di alta qualità ad altissima risoluzione, così i “Selfie” risultano ancora più dettagliati, più appetibili ed interessanti. Postare le fotografie così prodotte non costa più nemmeno tempo grazie alle alte velocità di trasmissione del 3G e del 4G e così fotografie da 4, 6 o più Megabytes - che produrrebbero un bel poster stampato di 2 metri di larghezza - vanno a finire sui Social Network o sullo Smartphone degli 'amici' in pochissimi secondi.